Il trattamento integrato e i livelli di assistenza

Un aspetto che gli orientamenti internazionali e nazionali degli esperti in materia considerano ormai indispensabile è un approccio interdisciplinare integrato per il trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare, che si è dimostrato più efficace degli interventi di singoli professionisti nella cura e nella riabilitazione di tale disturbo.

Secondo tali indicazioni la terapia dei DCA deve essere co ncepita in termini interdisciplinari ed integrati. Sono necessarie strutture di cura, in cui collaborino sistematicamente figure professionali diverse: internisti, nutrizionisti, psichiatri, psicologi clinici, dietisti, privilegiando, senza mai escludere l’altro, il versante somatico o psichico a seconda delle fasi della malattia.

Gli studi di esito internazionali dimostrano che un trattamento integrato ben effettuato ha alte probabilità di efficacia, mentre interventi parcellizzati aumentano la percentuale di cronicizzazione del disturbo.

Un intervento così complesso può inoltre beneficiare della attivazione di una rete omogenea di sinergie tra il Sistema Sanitario Nazionale e quelle Associazioni del volontariato che svolgono attività di studio, sensibilizzazione, prevenzione, informazione e contrasto ai fattori di rischio; e che nel corso degli anni hanno acquisito larga visibilità pubblica pur operando sovente senza che sia stata avviata una efficace comunicazione e cooperazione con i centri che operano nell’ambito del SSN.

Un secondo aspetto riguarda i livelli di assistenza. Nel1998 la Commissione di Studio del Ministero della Sanità per l’Assistenza ai pazienti affetti da Anoressia e Bulimia Nervosa pubblicò alcune indicazioni specifiche in merito al trattamento di queste condizioni.

Tali indicazioni ipotizzavano un modello organizzativo articolato in quattro livelli di trattamento, a seconda delle necessità di intervento (ambulatorio, day-hospital, ricovero ospedaliero in fase acuta e residenzialità extraospedaliera) prospettando una futura rete di assistenza su tutto il territorio nazionale.

I quattro livelli di assistenza sono tutti necessari. L'uno non esclude l'altro, anzi la presenza di una rete completa in tutte le sue parti garantisce l'appropriatezza dell'intervento con particolare riguardo alla presa in carico globale del paziente e della sua famiglia.

L'ambulatorio è e deve rimanere il punto centrale dell'intervento ed è giusto che risponda al 60% della domanda di cura. È necessario però che tale intervento garantisca un reale approccio integrato che comprenda sia l’aspetto nutrizionale sia quello psicologico.

Il day hospital garantisce un livello più intensivo di assistenza in ambiente ospedaliero con un attento monitoraggio delle condizioni cliniche e associato alla riabilitazione nutrizionale (pasti assistiti).

Il ricovero ospedaliero in fase acuta (salvavita) garantisce la presa in carico in momenti più critici della terapia, con lo scopo di stabilizzare le condizioni medico-psichiatriche, gestire le complicanze acute associate al disturbo e preparare il paziente al passaggio ad un altro livello di trattamento.

I livelli residenziali e semiresidenziali, necessariamente extraospedalieri, garantiscono che la riabilitazione (che ha una durata media di 3-4 mesi) possa avvenire in un ambiente adeguato e "osmotico", dove giovani adolescenti e a volte bambini possano essere curati senza subire gli inevitabili effetti negativi di una lunga ospedalizzazione.

La realizzazione di una rete di intervento completa in tutti i vari livelli di assistenza è dunque la condizione per un percorso di cura appropriato e ottimizzato sul piano delle risorse impiegate.

Tale rete, completa delle sue parti, consente di fornire alle pazienti un percorso assistenziale coordinato e complessivo, valutando attentamente l’utilizzazione dei vari gradi di assistenza durante le diverse fasi della terapia. E’ necessario garantire l’appropriatezza dell’intervento terapeutico, l'accessibilità ad una diagnosi tempestiva e la presa in carico reale del paziente e dei suoi familiari in tutte le varie fasi del trattamento.

La complessità dell’intervento presuppone necessariamente –oltre alla disponibilità della rete di interventi nei suoi vari livelli -una attenta selezione dell’utenza volta ad indirizzare il paziente al livello di trattamento più indicato per ciascun caso, una stretta correlazione tra le varie fasi del trattamento all’interno delle strutture del circuito e una comunicazione costante con i servizi territoriali ed ospedalieri invianti.